Nonostante sia tra le forme di sofferenza psicologica più diffuse la depressione viene spesso confusa con un momento di tristezza, quasi fosse una semplice debolezza caratteriale o una mancanza di forza di volontà.
In realtà, quella che in molti sottovalutano, è un disturbo complesso che coinvolge la sfera emotiva, cognitiva, fisica e relazionale della persona che ne è affetta, modificando il modo in cui percepisce se stessa, gli altri e il mondo che la circonda.
Perché, intendiamoci, chi soffre di depressione non sceglie di stare male e non decide di sentirsi vuoto, stanco, come se non avesse più speranza. Ci si trova nel dolore perché la depressione si insinua lentamente, a volte provocata da eventi dolorosi, altre volte senza una causa immediatamente riconoscibile e finisce per travolgere quella persona, rendendo difficile una via d’uscita.
Sommario
I sintomi della depressione
Non tutti sperimentano la depressione allo stesso modo e, se credi che uno dei tuoi familiari ne sia affetto, ti suggerisco di continuare a leggere il mio articolo. Dal punto di vista emotivo la depressione sfocia in una tristezza profonda e persistente, che si traduce spesso in un costante senso di vuoto, quasi di “anestesia emotiva”.

Non si prova più gioia, entusiasmo e nemmeno interesse per cose che un tempo si amavano. E non si tratta di sentirsi giù ma di una perdita di contatto col piacere e il desiderio, con la mente che si riempie di pensieri negativi, ripetitivi e spesso autocritici.
Ci si convince di non valere nulla, di essere un peso per gli altri e di non avere futuro: mentre tutto questo accade la vita quotidiana
rallenta. Si fa fatica a leggere, lavorare e prendere decisioni che un tempo sembravano semplici diventa improvvisamente complicato. Perché la depressione, come potresti notare osservando magari tua figlia/o o la tua compagna/o, parla anche attraverso il corpo, con sintomi quali la stanchezza cronica.
Com’è possibile sentirsi esausti nonostante il sonno sia profondo, almeno in apparenza? Ecco, questa è una conseguenza della depressione. Da qui possono anche comparire ulteriori disturbi del sonno, alterazioni dell’appetito, dolori muscolari e un senso di oppressione al petto. Un disagio silenzioso che non sempre richiede parole per manifestarsi.
Per questo la depressione va curata in tempo, senza aspettare che migliori da sola, perché non è un momento di tristezza passeggero.
L’impatto della depressione sulla vita quotidiana
Quando la depressione si manifesta condiziona ogni aspetto della vita quotidiana e quelle attività che prima erano normali diventano difficili da seguire. Anche alzarsi dal letto, prendersi cura di sé – lavarsi, mangiare, uscire di casa – può richiedere uno sforzo enorme.
Riconosci questi comportamenti? Parliamone insieme in consulenza per capire come puoi aiutare chi ne soffre a uscirne e ritrovare la gioia di vivere.
La persona depressa si sente inadeguata e qualsiasi errore, anche minimo, viene vissuto come una prova inequivocabile del suo fallimento. La paura di non farcela si accompagna al senso di colpa con pensieri come “dovrei essere più produttivo”, “ogni volta che faccio qualcosa sbaglio”. Un dialogo interiore che aumenta ogni giorno di più il peso emotivo.
Anche le relazioni subiscono gli effetti della depressione, non ne sono certo esenti. C’è la tendenza all’isolamento, per paura di non essere compresi o di disturbare. Si evitano così telefonate, incontri, messaggi e ci si ritira dalla socialità. L’isolamento rafforza il senso di solitudine e alimenta ulteriormente il circolo depressivo.
La depressione e il rapporto con se stessi
Sai qual è uno degli effetti più dolorosi della depressione? La persona non soffre solo per ciò che prova ma vive con la sensazione di aver perso se stessa “non mi riconosco più” o “non sono più la persona di prima”. Ecco, in questo caso è l’autostima ad esserne compromessa.
I successi del passato perdono di valore, mentre gli errori vengono ingigantiti. Ci si guarda con una lente deformante, che mette in luce i difetti e cancella le risorse e i traguardi. Uno sguardo fin troppo severo e giudicante, che si trasforma in una voce interiore che non smette mai di “parlare”.
E per stare meglio non basta volerlo, perché non è con la sola forza di volontà che la depressione si lascia alle spalle.
Dire a una persona depressa di reagire, equivale a chiedere a qualcuno con la gamba rotta di correre. Lo può fare? No. La depressione, purtroppo, compromette i meccanismi neuropsicologici legati a motivazione, energia e speranza.
La persona non è senza risorse, ma in quel momento non riesce a vedere alcuna via d’uscita. Il giudizio e la minimizzazione del dolore sono per questo dannosi, anche se ti comporti così per cercare di aiutarla a stare meglio, non certo per giudicarla.
Ciò di cui una persona depressa ha bisogno non è incoraggiamento ad uscirne da sola, anche perché non è certo possibile, ma comprensione, ascolto e un supporto professionale adeguato.
Il percorso terapeutico nella depressione
Affrontare la depressione richiede un percorso specifico e la psicoterapia rappresenta uno spazio sicuro in cui la persona può dare
senso alla propria sofferenza, esplorando le radici del suo disagio per sviluppare nuove modalità di relazione con se stessa e con gli altri. In alcuni casi, il supporto farmacologico può essere necessario, soprattutto quando i sintomi sono molto intensi.
Sai che l’ipnosi è una tecnica efficace per superare la depressione?
Il ruolo dell’ipnosi nel trattamento della depressione
In un percorso terapeutico strutturato, l’ipnosi è uno strumento prezioso. Contrariamente a quanto spesso si pensa non implica nessuna perdita di controllo o suggestione passiva. È uno stato naturale di profondo rilassamento, in cui la mente diventa più aperta al cambiamento.
Nella depressione la mente è intrappolata in schemi ripetitivi di pensiero negativo. L’ipnosi aiuta a ridurre il “rumore mentale” facendo sperimentare al paziente uno stato di calma e du sicurezza.
Questo stato diventa poi un’esperienza correttiva: per la prima volta dopo molto tempo, la persona sente che è possibile stare diversamente, meglio.
Grazie alle tecniche ipnotiche si accede a quelle risorse interiori dimenticate o bloccate dalla sofferenza e si lavora sulla percezione di sé, sull’autostima, sulla rielaborazione di esperienze emotive dolorose e sulla costruzione di nuove immagini di futuro.
Con l’ipnosi si accompagna la persona nel cambiamento ad affrontare momenti difficili con maggior sicurezza nelle proprie capacità. Perché è vero che la depressione fa credere alle persone a cui vogliamo bene che il dolore sia eterno, ma con il giusto sostegno è possibile tornare a sentire, desiderare, progettare.
Chiedere aiuto è il primo atto di cura e di amore nei tuoi confronti e dei tuoi familiari, non è l’arrendersi a un malessere che passeggero non è, magari sottovalutandone le conseguenze.
Prima lo fai e prima tu o quella persona tornerà a vivere. La depressione può essere attraversata e nessuno dovrebbe farlo da solo. Per questo ti invito a richiedere una consulenza presso il mio studio a Bologna, scrivendo una mail a guandalini.michele@gmail.com
